| Ancora un capitolo di
cui rendere conto sullo scottante tema dello smaltimento
dei rifiuti solidi all’Elba. Abbiamo più volte
sottolineato gli sprechi del passato legati a questo servizio e i
costi eccessivi dello stesso per l’Elba. Raccogliamo
adesso un altro punto di vista sulla questione. Ci giunge
dalla FAITA, l’Associazione dei gestori elbani di
strutture da campeggio, e in essa il suo presidente
Alberto Sparnocchia pone l’accento proprio sul problema
dei rincari per gli elbani della tassa per lo smaltimento
dei rifiuti.
Il tema è molto sentito sull’isola,
anche perché i costi sono alti a fronte di un servizio
che certamente non brilla per qualità. Sparnocchia prende
le mosse, per altro, da un’altra questione a cui
facevamo cenno in un nostro precedente numero, ossia il
fatto che in questo periodo le navi traghetto creerebbero
altri problemi non consentendo di caricare una specifica
tipologia di rifiuti (palastica ed alluminio) destinata ad
essere riciclata in strutture continentali.
Davvero quasi un "piovere sul
bagnato" quindi. L’opinione dei Gestori di campeggi
che vi proponiamo di seguito è contenuta in una lettera
molto esplicita che il loro presidente ha inviato agli
otto sindaci elbani...
Ai sindaci dei Comuni
Elbani
Apprendiamo dalla
stampa che la Daneco/Waste Management ha inviato una nota
alle SS.VV. e al Sig. Prefetto della Provincia di Livorno
per informarVi che non è più in grado di conferire in
continente il materiale selezionato (plastica e alluminio)
dall’impianto del Buraccio.
Sembra che i
comandanti dei "normali" traghetti Toremar e Moby
si rifiutino, sia pure legittimamente, di imbarcare il
materiale in questione, nonostante la Daneco assicuri che il
materiale è "trattato" e inodore. Inoltre,
secondo la Daneco, l’utilizzo dello speciale traghetto
Elba Prima, usato per il trasporto dei materiali
infiammabili, sarebbe di fatto impossibile perché
provocherebbe eccessivi aggravi di costi.
A parte che non
comprendiamo i motivi del repentino cambio di atteggiamento
da parte dei comandanti dei traghetti, ci sembra una vera e
propria beffa per i cittadini-contribuenti. Gli utenti
elbani, famiglie e imprese, pagano già bollette salatissime
ai rispettivi Comuni di appartenenza, bollette che, per
quanto riguarda la nostra categoria, hanno ormai superato il
livello di guardia.
Pagano pure per il
servizio di selezione dei rifiuti effettuato dall’impianto
del Buraccio, un servizio che, a questo punto, diventa del
tutto inutile. Anzi, il mancato conferimento della plastica
e dell’alluminio in continente, comporta un ulteriore
aggravio dei costi: il materiale in questione, infatti,
viene conferito, insieme ai rifiuti non trattati, alla
discarica di Literno (e tutti sappiamo che il costo di
conferimento è schizzato in pochi anni da 50 a 300 £ al
kg).
Inoltre, si va ad
occupare altro spazio in una discarica ormai al limite della
sopportabilità e si va a sprecare del materiale
faticosamente e costosamente recuperato. Insomma, mentre nel
resto del paese, come un po’ in tutta Europa, da tempo, si
cerca di incrementare al massimo la raccolta differenziata,
come del resto la legge stessa impone (prevedendo pesanti
sanzioni per i Comuni inadempienti), da noi si procede in
senso opposto.
Vi invitiamo dunque ad
intervenire con urgenza ed a meditare su questa paradossale
situazione. Rimaniamo a disposizione e porgiamo i più
distinti saluti,
F.A.I.T.A. - Il
Presidente
Alberto Sparnocchia
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