| Ancora un
rischio inquinamento marino da idrocarburi all’Elba e,
per fortuna, anche questa volta, si può parlare di uno
scampato pericolo. Determinante come sempre è stato il
pronto ed attrezzato intervento della Guardia
costiera.
La macchia oleosa era stata
segnalata, nei giorni scorsi, al largo della costa
occidentale elbana, a circa mezzo miglio da Chiessi.
Subito intervenuto il battello disinquinante
"Marea" della società Castalia confermava la
presenza di varie macchie di idrocarburi in mare, su una
superficie di circa cinque miglia.
A dar manforte al primo
mezzo intervenuto sono ben presto arrivate due motovedette
della stessa Capitaneria di porto (la CP 2077 e la CP 702)
oltre all’altro battello disinquinante "Jerzy",
alla motocisterna "Marfin Primo" e all’aereo
della Guardia costiera "Orca 8" decollato subito
dalla base di Pescara.
Particolarmente preziosa è
stata l’opera che quest’ultimo ha svolto, in quanto
dotato di strumentazioni a raggi infrarossi molto idonee
al monitoraggio antinquinamento. Ha permesso insomma di
individuare con esattezza l’area interessata dalla
macchia oleosa e di bonificarla rapidamente. Il mare è
stato completamente ripulito e nessuna sostanza inquinante
ha raggiunto le coste, anzi... neanche ci si è
avvicinata.
Rimane la preoccupazione
però per il rischio corso, un rischio che per altro è
sempre dietro l’angolo, dato l’alto numero di
petroliere che transitano nell’alto tirreno e il
criminale malcostume, che talvolta c’è, di
"risciacquare" le cisterne sversando i residui
in mare.
Sempre per quanto riguarda
l’attività della Capitaneria di Porto di Portoferraio...
c’è da segnalare un fatto curioso e, sotto certi
aspetti, anche un pò... sorprendente. Si ricoderà che
alcune settimane fa davamo notizia del fatto che quest’anno,
in Toscana, ad avere competenze nella gestione della
fascia demaniale marittima ci sono anche i Comuni.
Il tema è delicato perché
interessa l’appetibile affare della gestione degli
arenili... gli stabilimenti balneari cioè, con affitto di ombrelloni,
lettini sedie a sdraio e quant’altro. Ebbene, si è
verificato il primo caso significativo, il primo Comune
elbano che "si fa sentire" insomma...
La Capitaneria di Porto
infatti aveva sequestrato le attrezzature dello
stabilimento "La Perla" di Procchio in
quanto non risultava avere una concessione balneare. Il
giorno dopo però lo stabilimento era di nuovo aperto, con
altre attrezzature ma con la concessione appena rilasciata
dal Comune di Marciana. Pare ci sia stato un malinteso...
La nuova gestione dello
stabilimento infatti ha rilevato il tutto da un’asta
fallimentare e, probabilmente, riteneva in buona fede di
aver rilevato anche una concessione, ma non era così. Ci
ha pensato il Comune a rilasciarne una nuova... comunque,
dobbiamo ammettere, salvando dalla chiusura e dal
conseguente degrado una struttura di un certo valore.
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