ARCIPELAGO TOSCANO

Un bene prezioso per l'umanità intera, per altro tutelato dal Parco Nazionale e dal così detto "Santuario dei cetacei", area marina protetta istituita negli anni '90 grazie ad un accordo internazionale che ha coinvolto le Nazioni bagnate dall'alto Mar Tirreno. L'Arcipelago Toscano è tutto questo. Sette le isole che lo compongono, oltre ad altri isolotti di più modeste dimensioni. Queste "sette sorelle" sono l'isola d'Elba, l'isola del Giglio, Capraia, Pianosa (nelle foto, in questa pagina), Montecristo, Gorgona e Giannutri. Come si sa le isole dell'Arcipelago sono state in passato al centro di avvenimenti storici importanti, di conquiste a volte sanguinose, dell'ispirazione di poeti e narratori. Fino a pochi anni fa hanno anche ospitato importanti strutture carcerarie ed in alcuni casi lo fanno ancora. Per esempio l'Elba, a Porto Azzurro. Noto, in passato, per la sua durezza, il carcere portoazzurrino è adesso invece un istituto a conduzione avanzata.

 
 

Opera per il recupero alla società civile del recluso, una sorta di fiore all'occhiello insomma per il nostro sistema carcerario. Via via dismessi invece la maggior parte dei penitenziari sulle altre isole... Tra di essi c'era quello particolarmente duro di Pianosa (per questo l'isola si era meritata l'appellativo di "Isola del Diavolo").

 
 

Fino a qualche anno fa questa struttura era un vero un "supercarcere" nel quale venivano rinchiusi i più pericolosi capi della criminalità organizzata italiana. Una volta chiuso il penitenziario Pianosa si è spopolata e si è presentato il problema di come tutelarla data la appetibilità dell'isola, famosa soprattutto per la limpidezza e la pescosità del suo mare. Inserita per intero (mare circostante compreso) nell'area di massima protezione ambientale del Parco, Pianosa andava difesa e si è scelto di farlo destinandola soprattutto a luogo di studio naturalistico. A Pianosa sono di casa, in questi anni, soprattutto agronomi, biologi, geografi, geologi... e qualche operatore turistico. Si sta comunque, prudentemente, anche rendendola fruibile per i visitatori, naturalmente in modo contingentato e guidato. In estate vengono organizzate visite sull'isola (attualmente per non più di 450 persone al giorno). Si parte dall'Elba la mattina e, dopo una mezz'ora di traversata, si arriva e si visita l'isola spostandosi a bordo di piccoli autobus. Quindi si fa il bagno (nell'unica zona dove la balneazione è consentita, ovvero la spiaggia di Cala Giovanna) e nel pomeriggio si ritorna. Possibili anche attività di escursionismo a cavallo, kayak e diving.

 
 

Pianosa offre anche aspetti storici ed archeologici di grande interesse, soprattutto di epoca Romana: catacombe, una villa e diverse pregevoli costruzioni. Infine la sua morfologia: assolutamente priva del pur minimo rilievo quella che veniva chiamata "L'isola del diavolo" si caratterizza  per un ecosistema decisamente fragile.

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