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Domenica 27 gennaio 2002: giorno della memoria. Un giorno nel quale non si vuole dimenticare la ferocia e la follia dell'uomo, un giorno dedicato alla memoria degli orrori e delle aberrazioni
che hanno segnato il ventesimo secolo e che sono state perpetrate a danno del popolo ebraico dal nazismo e dal fascismo, suo alleato e suo complice. Poche pagine nella storia dell'uomo sono state infatti così efferate e folli come quella scritta in quelle
così tristi circostanze. Una pagina segnata oltre che dalla ferocia e dalla follia anche e soprattutto dalla più desolante mediocrità, dal ritenere una data razza superiore ad un'altra, dal considerare la libertà dei singoli individui come qualcosa di
annullabile ed assoggettabile. Mediocre e stupido questo pensiero, dato che la storia del genere umano racconta chiaramente di una costante presenza di spiriti liberi, di un seme di libertà, giustizia ed uguaglianza che, a dispetto dei mediocri e
prepotenti di turno, ha sempre mandato avanti il mondo. Anche adesso, periodo storico tutt'altro che luminoso nel quale talvolta ci si può chiedere se siamo davvero andati avanti rispetto ad allora. A volte infatti ci assalgono i dubbi: quando ad esempio siamo
indifferenti davanti a stragi efferate che si compiono quasi sotto i nostri occhi, come è successo negli anni scorsi nella martoriata regione del Balcani. O come succede ormai da troppi decenni in medio oriente, la strage di Sabra e Chatila a distanza di
tanti anni è ancora lì a ricordarcelo. O quando vengono scatenate guerre che quasi non hanno logica né motivazione, quando cioè si uccidono milioni di innocenti solo per avere un maggior controllo su un area del mondo dalla quale si estrae
petrolio. Oppure anche quando, pur senza uccidere, per un puro interesse di bottega e di pochi, si costringono interi popoli a situazioni di povertà ed ingiustizia evidente. Davvero a volte viene da pensare che abbiamo tutti imparato poco dalla nostra
storia, che l'indifferenza con la quale i nostri nonni guardavano alle deportazioni degli ebrei sia la stessa indifferenza con la quale tutti noi guardiamo, adesso, al dramma del medio oriente, o ai milioni di bambini iracheni morti per mancanza di
cibo e medicine, o a quanto è avvenuto nella ex Jugoslavia o in alcuni Paesi dell'Africa dove si sono fatte stragi sulla base di divisioni etniche. Ecco, il giorno della memoria forse dovrebbe servire non solo a ricordare (cosa comunque sacrosanta) la
tragedia dell'Olocausto, ma anche a chiedere a noi stessi se davvero la nostra società è più giusta e matura di quella di allora. Forse esageriamo, certamente infatti adesso le cose sono molto diverse nel mondo, ma il cammino per arrivare ad una umanità
nuova è ancora lungo e ognuno di noi deve fare la sua parte. Le società infatti non si possono migliorare solo volendolo, ma gli individui sì. Solo quando ciascun uomo avrà messo al bando la propria indifferenza ed il proprio egoismo i posteri non avranno
più orrori da
ricordare.
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