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Sanità all'Elba: potenziarla o ridimensionarla?
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Sale all'isola d'Elba la preoccupazione per il futuro della sanità pubblica ed in particolare per quello dell'ospedale di Portoferraio. I timori non sono nuovi poiché da tempo si teme un ridimensionamento del servizio che, pur tra
le difficoltà e qualche lacuna sul fronte del personale e delle apparecchiature, può essere definito buono e ben distribuito sull'isola. Ma... si sa anche che, in Italia, riscuote consensi una certa politica di razionalizzare le spese attraverso la chiusura degli
ospedali più piccoli, concentrando il servizio nei grandi nosocomi. Tutto ciò però può andar bene altrove ma non su un'isola. Inutile attrezzare eliporti e trasporti d'urgenza immediati, non servirebbe... Tanto più che l'Elba, da tempo, chiede più personale
sanitario, più apparecchiature e, in generale, più considerazione. Invece il direttore della Asl 6 provinciale ha fatto dichiarazioni che hanno offeso gli operatori sanitari dell'isola e preoccupato gli abitanti. I medici, nell'ospedale elbano, ha detto,
perdono la loro professionalità perché mancano quegli stimoli che possono essere dati solo dal contatto con molti colleghi e con una casistica di intervento ampia. Eppure... a queste latitudini si è usi pensare che quando il pesce emana cattivo odore è perché ad
essere maleodorante è la testa. Come dire.... qui si ritiene che sia Livorno a determinare, con gli investimenti, quella che sarà la casistica degli interventi sull'isola (in fondo all'Elba ci sono 30.000 persone che diventano 300.000 in estate).
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Parco nazionale: le ragioni di una necessità
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La necessità è quella che si vada ad una vera valorizzazione dell'Arcipelago attraverso la tutela dell'ambiente. Lo ha messo in evidenza anche il Ministro dell'ambiente Altero Matteoli, per altro riscuotendo sull'isola molti consensi e
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animando il dibattito. La cronaca, tra l'altro, ha subito testimoniato questa urgenza: nei giorni scorsi c'è stato infatti un nuovo allarme per inquinamento da idrocarburi, per fortuna sventato dai mezzi disinquinanti della nostra Capitaneria di Porto.
I timori rimarranno sempre però fin tanto che si consentirà il transito in questa zona alle petroliere a rischio, vale a dire a quelle cosi dette "carrette del mare" talvolta addirittura in mano a comandanti senza scrupoli che non esitano
a risciacquare le cisterne in mare.
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Cinghiali: si profila una collaborazione italo-francese
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La settimana scorsa Legambiente lanciava l'allarme cinghiali e sosteneva la necessità che venga eradicata dall'Elba questa strana specie di ungulati, a metà tra il maiale ed il cinghiale, non autoctona ma importata
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negli anni '60 a scopo venatorio. Bene, è successo che una località francese si è fatta avanti in quanto deve fronteggiare lo stesso identico problema. Gli uomini del Cigno e i rappresentanti di una Associazione di questa cittadina della Provenza si sono
adesso incontrati e hanno fatto il primo passo verso una collaborazione che potrebbe portare presto a strategie comuni.
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