Caduta dei capelli: alcuni rimedi per rinforzarli

Caduta dei capelli

Può capitare a chiunque, sia uomini che donne, di ritrovarsi con i capelli un po’ più deboli del solito. Le cause possono essere svariate: forte stress, carenze alimentari, tinture troppo aggressive, frequenti colorazioni e via dicendo..

Quando capita di vedere la propria capigliatura che perde vigore, vitalità e splendore si va in panico perchè si pensa erroneamente che tale processo porterà alla calvizie.
Niente di più sbagliato! Andiamo ad approfondire l’argomento grazie alla collaborazione del sito www.capellistyle.it

Ovviamente ci possono essere problemi di natura organica, come ad esempio disturbi alla tiroide. Ma anche qui, il proprio medico potrà prescrivere una cura adeguata e anche i capelli ritorneranno splendenti come un tempo..
Se invece la debolezza del bulbo pilifero è solamente legata al periodo stagionale oppure alle circostanze elencate precedentemente, non c’è da allarmarsi perchè è possibile rinforzare i propri capelli grazie ad alcuni rimedi prettamente naturali.

Vediamoli insieme quali sono:
– Aloe vera: è stata comprovata da svariati studi scientifici l’efficace di tale pianta. L’aloe rafforza i capelli restituendo vitalità e splendore. Esso può essere estratto direttamente dalle foglie ed utilizzato come impacco sulla chioma. E’ consigliabile applicarlo per almeno mezz’ora sui capelli prima di procedere con il normale lavaggio. Si ritiene oltretutto che assumere un cucchiaino al giorno di succo di aloe vera a stomaco vuoto favorisce la crescita della capigliatura.

– Succo d’arancia: questo alimento può essere utilizzato per svariati motivi non solo per rinforzare la chioma, ma può essere impiegato anche per combattere la cute troppo grassa. E’ possibile preparare una maschera frullando polpa e buccia di arancia. Da applicare sui capelli asciutti prima del lavaggio. Tenere in posa per almeno 20 minuti.

– Semi di lino: per chi non lo sa, i semi di lino sono un ottimo alleato contro la caduta dei capelli. E’ possibile da questo ingrediente ottenere un impacco rinforzante. Ecco la procedura: versare in un pentolino 250 ml di acqua e due cucchiai di semi di lino. Portare ad ebollizione per 30 minuti a fuoco lento.
Filtrare il liquido ottenuto e aggiungere anche qualche goccia di olio di cocco o di mandorle. L’impacco una volta pronto dovrà essere immediatamente applicato.

Mania degli acquisti? Esiste la dipendenza dallo shopping…

shopping

La stagione dei saldi è iniziata da qualche giorno, e secondo quanto afferma il Centro Medico Sant’Agostino per voce del suo direttore, Michele Cucchi, la stagione potrebbe altresì corrispondere all’esplosione di un’epidemia: non quella del virus influenzale tipico di questa parte dell’anno, quanto quella, più subdola, dello shopping compulsivo.

Secondo quanto afferma l’esperto, infatti, esisterebbe una vera e propria patologia legata allo shopping, identificabile nell’incapacità di scegliere di non comprare. Insomma, secondo Cucchi le persone che soffrono di questo disagio sarebbero equiparabili agli alcolisti o ai giocatori d’azzardo, poichè non potrebbero fare a meno di comprare. “Seppur reputino il comportamento del tutto disfunzionale” – prosegue ancora il direttore – “alla fine non riescono a sottrarsi”.

Ma quali sono le ragioni che spingono così tante persone (potenzialmente, 5 milioni nella sola Italia) ad acquistare compulsivamente tutto ciò che capita sotto tiro?

Le motivazioni sarebbero molteplici, ma principalmente legate all’appagamento che si percepisce dopo aver compiuto un acquisto. Insomma, in altri termini sarebbe una sorta di “coccola” che l’individuo riceverebbe in seguito all’operazione di shopping. Un piacere che il consumatore cercherà di replicare, a costo di spendere tutti i suoi risparmi.

“La cosa in sé è fisiologica, normale, fino a che manteniamo la facoltà di scegliere. Quando le nostre giornate vengono scandite dall’acquisto come unica forma di gratificazione a quel punto è evidente il problema” – ha affermato ancora Cucchi, per poi ricordare che a quel punto si può legittimamente parlare di disturbo, che “è subdolo perché spesso non ci rendiamo conto che sta incalzando nella nostra vita, non paghiamo un prezzo fino a che non ci mette in difficoltà economiche serie“.

Parestesia, sintomi e cura

Parestesia

La parestesia è un disturbo della sensibilità degli arti superiori o inferiori (o di altre parti del corpo), con fenomeni sensitivi non ordinari quali – a titolo di esempio – un continu o formicolio localizzato, o l’impressione di subire delle piccole punture. Come intuibile, non sempre la parestesia è sintomo di qualche grave malattia e, anzi, è altamente probabile che ognuno di noi abbia avuto a che fare con essa almeno una volta nella vita: è la sensazione che si prova quando si è stati per diverso tempo con le gambe accavallate, o ci si è addormetati su un braccio o si ha preso la “scossa” colpendo violentemente un nervo situato nella zona del gomito.

Da questa breve premessa è possibile effettuare una piccola distinzione: da una parte abbiamo infatti la parestesia che si verifica dinanzi al sollecitamento di un determinato organo (appunto, il colpo al gomito); dall’altra parte abbiamo invece la parestesia che sopraggiunge senza che vi sia stato alcun evento.

Se la parestesia non appartiene alla prima tipologia, bensì alla seconda, non rimane altro da fare che ricorrere alle cure del proprio medico di fiducia, il quale potrà ben consigliarvi alcune specifiche analisi per poter risalire all’origine del malessere. Intanto, potete comunque applicare delle cure generiche – di norma relative alla cura farmacologica di base fondata su immunosoppressori cortisonici, o altre specifiche creme che possano essere applicate sulle singole zone cutanee.

Nonostante solamente in piccoli casi possa essere sintomo di una patologia grave, il nostro consiglio è quello di non sottovalutare le caratteristiche della parestesia, e notare se la stessa compare in concomitanza con altri sintomi più specifici, come la perdita di conoscenza, difficoltà della respirazione, difficoltà a camminare, sensi di vertigini, paralisi, perdita della vista e altro ancora.

via: http://www.parestesia.it/

Gonfiore addominale debellatelo con lo sport

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Molte persone soffrono di gonfiore addominale, soprattutto le donne. Le donne sono le più colpite perché hanno un meccanismo ormonale molto diverso da quello di un uomo e tendono al gonfiore addominale soprattutto durante la sindrome premestruale. Ma il gonfiore addominale può dipendere anche da altri fattori, come un cattiva alimentazione o una intolleranza alimentare. In ogni caso, salvo le patologie, fare sport vi aiuterà a debellarlo.

Fare sport, ma anche una semplice camminata, risveglia il metabolismo e aiuta a sconfiggere il gonfiore addominale. Prima di tutto perché fa bene all’intestino. Regola la flora batterica e lo aiuta a lavorare meglio. Poi fa sudare e quindi aiuta a eliminare le tossine. Ma per di più fa venire sete. E la sete va combattuta bevendo molto. Acqua, naturalmente. E bere molto è forse la prima arma che abbiamo per sconfiggere il gonfiore. Quindi muovetevi. Evitate l’ascensore e anche la macchina quando è possibile. Fate lunghe passeggiate e se siete abbastanza in forma, concedetevi una corsetta. Vi farà bene anche all’umore, oltre che ad aiutarvi a sconfiggere il gonfiore. E poi, a tavola, ricordatevi del vostro problema e preferite cibi ricchi di fibra e acqua e evitate fritture e cibi strutturati, di facile digestione.

Come leggere gli esami del sangue

esami del sangue

Avete appena eseguito gli esami del sangue e avete notato un valore elevato nella voce relativa all’azotemia? Non allarmatevi eccessivamente, un elevato tasso ematico di azoto ureico non è necessariamente indice di una ridotta funzionalità renale ma, andate comunque e senza perdere troppo tempo, dal vostro medico curante per mostrategli le analisi, probabilmente soffrite di una filtrazione insufficiente dell’anima dai reni.

Il medico si accerterà se l’eccesso di azoto nel sangue sia il sintomo di una sofferenza renale e cercherà di individuarne una causa. In genere, l’azotemia è legata ad una gravidanza, ad un’alimentazione troppo ricca di proteine, ad un’attività sportiva o lavorativa che causa un notevole catabolismo muscolare, per cui l’organismo usa le proteine come scorta energetica e da alcuni farmaci che aumentano il catabolismo, come i cortisonici.

L’azoto nel sangue, in condizioni normali ed in presenza di una dieta equilibrata, varia nell’intervallo 22-46 mg/dl. Valori superiori possono essere anche legati ad un eccesso di colesterolo nel sangue, che a sua volta è legato a ipertensione. Per contrastare e prevenire queste patologie, sarebbe opportuno che tutti noi seguissimo uno stile di vita sano, un’alimentazione corretta e dell’attività fisica moderata, e facessimo delle analisi del sangue almeno una volta all’anno affinché ogni valore possa essere tenuto sotto controllo.